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Ping-pong diplomatico

Solo due giorni dopo la reazione disgustata di Pasquale Terracciano, l'ambasciatore italiano in Spagna, il magistrato Ibáñez risponde, sempre su El País:


Cittadino – giudice

Perfecto Andrés Ibañez, Madrid, 24/07/2008

Nella sua lettera al direttore del 22 luglio, il signor ambasciatore d'Italia “vuole pensare”, ovvero, neanche pensa, che il mio articolo di domenica [scorsa] Berlusconi contro lo Stato costituzionale è esclusivamente di mia responsabilità. Perciò, senza particolare finezza intellettuale, certamente, fa scivolare l'insidia che con questo [articolo] potrei compromettere l'istituzione di cui faccio parte. Ebbene, desidero chiarirgli che in Spagna, come nell'Italia costituzionale (almeno prima dell'era Berlusconi), i giudici, come tutti gli altri impiegati pubblici, non perdono la condizione di cittadini con pieno diritto, né il raggio d'azione che, in quanto tali, gli spetta. Per il resto, non era così difficile notare che l'indicazione “è magistrato” che accompagna il mio nome a piè del testo è una informazione in più sull'autore che facilita la Redazione: per questo motivo il verbo “essere” risulta coniugato alla terza persona.


Tagliente ed in linea con il suo articolo precedente.

Il magistrato risponde a tono all'ambasciatore, che in realtà nella sua lettera aveva solo espresso il proprio disgusto ed aveva volontariamente preferito non commentare le affermazioni di Ibañez. Il messaggio italiano era però giunto in tutta la sua potenza

attento a ciò che dici... è possibile lo scandalo diplomatico

Ormai funziona così: esiste la libertà di pensiero, d'opinione o d'espressione, ma se l'opinione ha a che fare con lo stato delle cose di alcuni intoccabili, allora si tirano le orecchie.

Non è una novità: ci si ricorda ancora del buon Martin Schulz al Parlamento Europeo?


Lei non è responsabile, signor presidente, del quoziente intellettivo dei suoi ministri però è responsabile di quello che dicono e le affermazioni del suo ministro Bossi sulle politiche per l'immigrazione, che lei ha riferito nel suo discorso, non sono assolutamente conciliabili con la carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.[...]

E adesso in questa sede ci troviamo in una difficile situazione ogni volta che si parla della presidenza italiana si dice sempre:
"Si, però state attenti a non criticare Berlusconi per quello che fa in Italia, perchè non c'entra nulla con il parlamento europeo". Ma come? L'italia non fa parte dell'Unione Europea?

E invece centra e le dico perchè.
Per quello che lei fa come primo ministro italaino ci sono i suoi colleghi e colleghe del parlamento italiano eletti proprio per discutere con lei. Ma per quello che fa come presidente del Consiglio Europeo ci siamo qui noi.

(clicca per leggere tutto l'intervento)


Berlusconi rispose all'intervento in questione con la frase:


Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto!


Ignorando, fra l'altro, il significato di kapò...

Anche in quell'occasione, il buon Mr. B. riuscì a far focalizzare l'attenzione non sui problemi sollevati dall'amico  Schulz, che non hanno avuto una risposta concreta, bensì su uno scandalo tutto all'italiana. Ah, Berlusconi non si è mai scusato per la frase detta...

Di sicuro qualcuno penserà che, in fondo, era solo una battuta, e che è stato proprio Schulz, invece, ad essere indelicato ed offensivo, insultando Cavour e Garibaldi.
Già che ci siamo, perché non chiediamo scuse ufficiali alla Germania per gli improperi di Schulz?

Fortunatamente, sembra che il buon Perfecto Andrés Ibáñez abbia avuto l'ultima parola: e sarebbe veramente poco dignitoso replicare senza avere solida ragione alle spalle.

Perché i fatti sono i fatti.



Pubblicato il 28/7/2008 alle 23.6 nella rubrica diario.

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