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	<title>gosizdat</title>
	<subtitle type="html">
		il torpore della coscienza
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  <updated>2008-08-10T14:26:39Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Querelanti e querelati]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face="Arial" size="3">Un passo indietro: manifestazione di piazza Navona dell'8 luglio. Anche in quell'occasione, l'attenzione popolare si è focalizzata sull'uso di alcune <strong>tremendissime parole</strong>, uscite dalle bocche triviali di Beppe Grillo e Sabina Guzzanti. <br><br>Le tremendissime parole erano rivolte a Napolitano. <em>Morfeo, sonnecchia...</em><br>Le tremendissime parole erano rivolte a Ratzinger. <em>Inferno, diavoloni frocioni attivissimi...</em><br>Le tremendissime parole erano rivolte a Carfagna. <em>Pompini, pratiche erotiche...</em><br><br>Qualcuno ha pensato che le parole ed il tono usati fossero propri del linguaggio artistico dei due comici, qualcun'altro che non si parlasse affatto di satira, bensì di volgarità gratuita.<br>Essendo in un paese libero, ognuno può dire ciò che vuole, prendendosi in seguito le proprie responsabilità: funziona così, non vi è alcun dubbio. <br><br><strong>In Italia, la querela è diventata una moda</strong>, soprattutto se i querelanti sono i potenti. Sicuramente, le querele che sono piovute sui vari Travaglio, Luttazzi, Santoro, Guzzanti, Grillo (&amp;Co) sono legittime: uno può esprimersi liberamente e la parte chiamata in causa può reagire come meglio crede.<br><br>Unico problema: i <em>media</em>. Inizialmente sollevano un gran putiferio, quasi la querela fosse innegabilmente fondata e la sentenza già a favore del querelante. Giornali e telegiornali diventano <strong>processi sommari che deviano l'opinione pubblica</strong>. Molti percepiscono la querela come arma necessaria per far tornare l'ordine e bandire dalla società sana tutti quei personaggi scomodi, triviali, esagerati, giustizialisti, <strong>con la faccia di Lenin tatuata sul bicipite...</strong><br>Tuttavia, spesso i media non riportano con lo stesso ardore come sono andate a finire le querele.<br><br>Qualcuno si ricorda come sono andate a finire le censure e le querele degli anni passati? Visto che molti credono ciecamente ai numeri, alle statistiche fantasiose, alle dichiarazioni ridicole della Casta, perché non presentare su un piatto d'argento le cose come stanno? Nell'utopica speranza che chi è ancora convinto di vivere in una democrazia sana si ricreda ed inizi a riflettere su ciò che si dovrebbe fare per cambiare questo paese, a destra e a sinistra.<br><br>Ecco come stanno le cose:<br><br><em>Diktat bulgaro</em>, 18 aprile 2002, Berlusconi tuona:<br><br></font><blockquote><font face="Arial" size="3"><font face="Courier New" size="2">[...]L'uso che Biagi, come si chiama quell'altro... Santoro, ma l'altro... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.</font></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br><strong>Enzo Biagi</strong>, la sera sera stessa dell'<em>ukase</em> bulgaro, durante la sua trasmissione <em>Il Fatto</em>, dichiara:<br><br></font><blockquote><font face="Arial" size="3"><font face="Courier New" size="2">Il presidente del Consiglio non trova niente di meglio che segnalare tre biechi individui: Santoro, Luttazzi e il sottoscritto. Quale sarebbe il reato? [...] Poi il presidente Berlusconi, siccome non intravede nei tre biechi personaggi pentimento e redenzione, lascerebbe intendere che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente, dia disposizioni di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho verso me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri [...]. Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto - dia un'occhiata - nella Costituzione. Lavoro qui in RAI dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto [...]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l'ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci.</font></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br><strong>Daniele Luttazzi</strong>, nella sua trasmissione Satyricon, aveva intervistato Marco Travaglio e presentato il suo libro <em>L'odore dei soldi</em>, che tratta dell'<strong>origine ignota dei capitali che avevano permesso a Berlusconi di diventare ciò che oggi è. Durante l'intervista si sollevarono dubbi su possibili rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con la Mafia. Niente d'inventato, in un'intervista con giornalisti francesi lo stesso Borsellino ne aveva parlato</strong>; nel libro di Travaglio i documenti presentati facevano parte di ciò che stava emergendo in quel periodo da alcuni processi a carico di Marcello Dell'Utri che riguardavano da vicino anche Berlusconi. <br>Ah... Marcello Dell'Utri è stato poi condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Nonostante il buon Cavaliere, in un'occasione almeno, abbia affermato pubblicamente che non gli risultava assolutamente che Dell'Utri fosse stato condannato.<br><br>Gli approfondimenti dell'informazione d'attualità di <strong>Michele Santoro</strong> non sono mai piaciuti a Berlusconi. Qualcuno si ricorderà della sua <em>faziosità </em>(perché essere un buon giornalista, dimostrare intelligenza e curiosità intellettuale significa ormai essere faziosi...). Aveva addirittura <strong>chiuso il collegamento telefonico con Berlusconi durante una sua trasmissione</strong>: anziché discutere sui temi proposti, il buon Silvio paragonò la trasmissione di Santoro ad un processo sommario. Continuando con queste affermazioni, Santoro chiuse il collegamento con il presidente del consiglio poiché non era assolutamente pertinente. Per fare una cosa simile ad un personaggio tanto illustre oltre che faziosi bisogna essere degli <em>incoscienti</em>... Perché <strong>sembra che avere le palle significhi essere incosciente.</strong><br><br>Molti si sono occupati della ricostruzione dei fatti seguiti all'editto di Sofia... c'è chi ha parlato di vittimismo, chi di manipolazione politica, chi di coincidenze... <br><br>Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi vengono <strong>epurati dalla RAI: che strana coincidenza!!</strong><br><br></font><div align="left"><font face="Arial" size="3">Il programma <em>Raiot </em>di <strong>Sabina Guzzanti</strong> viene censurato alla prima puntata. Viene querelata in maniera feroce. L'Italia si convince di una sola cosa: le cose che si sono viste non erano assolutamente satira, bensì volgarità gratuita.</font><br><br><div align="center"><font face="Arial" size="3">Una cosa è però curiosa... come sono andate a finire tutte queste <em>censure-querele-epurazioni</em>?</font><br></div><br><font face="Arial" size="3">Per quanto riguarda <strong>Santoro</strong>:</font><br><font face="Arial" size="3">la decisione del tribunale del lavoro conferma la sentenza del giudice sul reintegro del giornalista:<strong> deve tornare a lavorare in RAI</strong>. Era stato ingiustificatamente sospeso. Ha ripreso il suo lavoro con la RAI col programma Annozero nell'aprile 2006, quando il governo Berlusconi è terminato. Tuttavia... accidentaccio!! Col ritorno di Berlusconi al governo si sono riaccese le polemiche con Santoro ed Annozero (vista la presenza fastidiosa di Travaglio).</font><br></div><font face="Arial" size="3"><br>Per quanto riguarda <strong>Biagi</strong>: <br></font><blockquote><font face="Arial" size="3"><font face="Courier New" size="2">[...]il direttore generale Saccà mi ha mandato la disdetta del contratto con ricevuta di ritorno, che è la cosa che mi offende di più. Io sono stato licenziato con ricevuta di ritorno, perché magari potevo dire "non lo sapevo... ma guarda, mi hanno cacciato via e non me n'ero neanche accorto!". E dalla dirigenza della RAI non ho mai più sentito nessuno...</font></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3">Licenziato con ricevuta di ritorno! Enzo Biagi! Dopo la sua epurazione dalla RAI ha continuato a prendere sul serio il suo ruolo di giornalista, criticando duramente il governo di Berlusconi. Quando il Cavaliere, con il dito medio alzato, espresse cosa pensava sui suoi critici, sul Corriere della Sera Biagi chiese <br><br></font><blockquote><font face="Arial" size="3"><font face="Courier New" size="2">[...]scusa, a nome del popolo italiano, <strong>perché il nostro presidente del Consiglio non ha ancora capito che è un leader di una democrazia...</strong></font></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br>E Berlusconi si dichiarò stupito che il Corriere della Sera pubblicasse i racconti di un <em>vecchio rancoroso</em> come Biagi. <br>Il Cdr del Corriere protestò con una lettera aperta indirizzata a Berlusconi, dicendosi orgoglioso che un giornalista come Biagi lavorasse nel suo quotidiano e sostenendo che <br><br></font><blockquote><font face="Arial" size="3"><font face="Courier New" size="2">in Via Solferino lavorano dei giornalisti non dei servi</font></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br>Nel 2007 (guarda caso, <strong>non c'è più il governo Berlusconi</strong>) finalmente torna a condurre una trasmissione di approfondimento informativo, <em>RT (Rotocalco Televisivo)</em><br><font face="Courier New" size="2"><br></font></font><blockquote><font face="Arial" size="3"><font face="Courier New" size="2">Buonasera, scusate se sono un po' commosso e magari si vede. C'è stato qualche inconveniente tecnico e l'intervallo è durato cinque anni. C'eravamo persi di vista, c'era attorno a me la nebbia della politica e qualcuno ci soffiava dentro… Vi confesso che sono molto felice di ritrovarvi. Dall'ultima volta che ci siamo visti, sono accadute molte cose. Per fortuna, qualcuna è anche finita...</font></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br>Novembre 2007: Biagi muore.<br>2008: scandalo. <strong>Pochi mesi dopo la scomparsa di un giornalista importante come Biagi, Berlusconi dichiara:<br><br></strong></font><blockquote><font face="Courier New" size="2"><strong>Mi sono battuto perché Enzo Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato</strong></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br>Svelato l'arcano per chi non vuol credere alla discutibilità di Berlusconi&amp;Co: Biagi se ne è andato da solo dalla RAI per avere una cospicua buona uscita, anziché dirigere un altro programma. Le sentinelle dell'opinione pubblica hanno manipolato i fatti, facendo apparire Biagi come una persona capricciosa con manie di vittimismo (Ferrara ed altri...). <br><br>Per quanto riguarda <strong>Luttazzi</strong>:<br>Era stato querelato per una ventina di milioni, ma alla fine ha vinto e non ha dovuto sborsare nulla. Durante un intervista al <em>RT</em> di Biagi ha anzi affermato con la solita sarcastica ironia che <strong>bisognerebbe inserire un comma-Luttazzi. Ovvero, tu sei libero di querelarmi per venti milioni di euro, ma se alla fine perdi quei soldi li dai a me.</strong> Così qualcuno la smetterebbe di fare tanto il gradasso.<br><br>Per quanto riguarda la <strong>Guzzanti</strong> con <em>Raiot</em>:<br>Ha vinto Sabina, perché di satira si è trattata, e perché le cose dette corrispondono a verità.<br>Tuttavia, sembra che la sentenza non abbia cambiato nulla, visto che non abbiamo più visto la Guzzanti in RAI.<br><br>Passiamo infine a <strong>Travaglio</strong>: <br><strong>Previti fa pignorare il suo stipendio.</strong> Vengono riportate di seguito le parole del medesimo Travaglio uscite su Repubblica il 4 gennaio 2000.<br><br></font><blockquote><font face="Courier New" size="2">Di che cosa sono colpevole? Di aver gravemente diffamato Previti, scrivendo la pura e semplice verità: cioè che l'indagato Previti era indagato. Il 24 novembre '95 esce sull' "Indipendente" un mio articolo sui rapporti e le amicizie di Craxi e Berlusconi negli anni 80. Previti compare una sola volta, in una lista di amici dei due amici, "futuri clienti di procure e tribunali". In quel momento, infatti, come scrivono tutti i giornali, Previti è sotto inchiesta a Brescia per il presunto complotto anti-Di Pietro. Mi cita in giudizio nel gennaio '96. Non una querela per diffamazione con ampia facoltà di prova, ma una bella causa civile, cioè un processo dove non esiste accertamento della verità, né sospensione dell'esecutività della sentenze fino al terzo grado, né "giusto processo".</font><font face="Courier New" size="2"><br></font><font face="Courier New" size="2">In caso di condanna, prima paghi, poi eventualmente fai appello e recuperi. In più, per ragioni lunghe da spiegare, non vengono prodotti né la rassegna stampa che avevo predisposto (Cesare Previti nel frattempo viene rinviato a giudizio, processato e assolto a Brescia), né il registro degli indagati dove il suo nome era iscritto dal 29 settembre '95. Risultato: il giudice, il 30 giugno, mi condanna. Motivazione: "Il contenuto diffamatorio si ravvisa... nell'aver accostato l'attore (Previti) a una serie di personaggi colpevoli di aver tenuto condotte gravemente criminose... e nell'averlo qualificato "futuro cliente di procure e tribunali". Ciò in un periodo in cui nessuna indagine era stata aperta nei confronti dell'on. Previti... Non può conseguentemente essere invocata l'esimente del diritto di cronaca".</font><font face="Courier New" size="2"><br></font><font face="Courier New" size="2">La sentenza arriva per Natale, in busta verde, unita all'"atto di precetto" con cui Previti mi invita gentilmente a scucire i 79 milioni e rotti entro dieci giorni. Da un fulmineo controllo, scopro che quando uscì l'articolo l' "attore" era pure indagato a Milano (dal 6 settembre '95, per le accuse della Ariosto sulle tangenti ai giudici). Oggi, poi, è cliente anche delle Procure di Roma e Perugia. E al danno si aggiunge la beffa: su suggerimento di Giuliano Ferrara, Previti mi offre uno sconto di 30 milioni, a patto che io "faccia pubblica ammenda". Per aver scritto la verità? Faccio appello, non ammenda. E spero che, intanto, il Tribunale sospenda l'esecutorietà della sentenza. Nell'attesa comincio a pagargli il vitalizio: un pezzo di stipendio al mese.</font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br>Riporto sempre parole di Travaglio su un altro procedimento in corso...<br><br></font><blockquote><font face="Courier New" size="2">Come per le cause che vinco, per fortuna la stragrande maggioranza, ritengo giusto che chi mi legge conosca anche le cause che perdo. Di recente ne ho persa una, fortunatamente non penale ma civile, e dovrò pagare 10 mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri, che si era ritenuto danneggiato dal mio "Uliwood party" pubblicato sull'Unità del 16 luglio 2006. La sua richiesta era di 50 mila euro, il giudice l'ha ridotta a un quinto, anche perchè ha ritenuto offensive solo due frasi, delle tante indicate nell'atto di citazione dello studio Previti (ancora quello...). Chi vuole leggersi la sentenza del giudice di Torino, la trova qui linkata. E' solo un primo grado (anche se il signor Confalonieri i soldi li ha voluti subito), stiamo preparando l'appello, speriamo che lì vada meglio. Per motivi di sintesi, avevo riepilogato le vicende penali (tutte vere e documentate) delle società Fininvest e Mediaset e dei loro dirigenti, da Berlusconi a Confalonieri in giù, senza specificare le singole sigle, ma parlando genericamente di "azienda". Forse avrei fatto meglio a dire "gruppo" e avrei evitato un guaio. A questo dettaglio il plurimputato e pluriprescritto Confalonieri s'è appigliato e su questo il giudice gli è andato dietro. E ha ritenuto offensivo un mio riferimento alla faccia tosta del medesimo, che quel giorno aveva detto cose ai confini della realtà. Rispetto la sentenza, ma non la condivido, e dunque la impugno. Intanto pago. Con l'aiuto dell'Unità.</font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br><strong>Travaglio è stato recentemente querelato da Schifani</strong> per le cose dette a <em>Che tempo che fa....</em> Affermazioni che, prima di essere dette a voce altra, <strong>erano state scritte sul suo libro. E prima ancora su uno di Lirio Abbate.</strong> <br>Ma tanto questa gente i libri non li legge. Non so come andrà a finire questa querela: immagino che la vincerà comunque Travaglio, visto che le cose dette sono tratte da atti giudiziari (è questa la cosa buffa). Il problema è che, nel caso in cui Travaglio avesse la meglio, non potrebbe denunciare a sua volta Schifani per diffamazione, perché <strong>anche il Presidente del Senato ha bevuto la pozione Alfano.</strong><br><br>Non so come finiranno le querele per gli avvenimenti in piazza Navona... <br>So soltanto che, quando a parlare è la satira, i temi saranno<strong> politica, religione, sesso e morte. E con un tono non proprio da barzelletta...</strong> Se poi la politica o la società vogliono insegnare agli addetti ai lavori cos'è la satira, ok. <strong>D'altro canto, chi è Dario Fo per affermare che quella sentita è satira?<br><br></strong>Mah... ogni tanto ci si dovrebbe fare un esamino di coscienza!</font>            
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        <published>2008-08-10T13:59:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Ehud Olmert, premier israeliano]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p><font face="Courier New" size="2"><strong>"Un premier non può essere al di sopra della legge.</strong> Se devo
scegliere tra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che
restando al mio posto possa mettere in grave imbarazzo il paese che amo
e che ho l’ onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte
perché anche un primo ministro deve essere giudicato come tutti gli
altri."</font></p><p align="right">30/07/2008</p><br><p align="right"><br></p><p><font face="Courier New" size="2"><font size="3"><font face="Arial">(Olmert ha deciso che si dimetterà tra due mesi e che non si candiderà alle primarie!)</font></font><br> </font></p>
<p><br></p>            
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        <published>2008-08-01T21:33:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Montanelli, Indro]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <strong></strong><font face="Arial" size="3"><font face="Courier New" size="2"> “Dobbiamo
prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede. L’abbiamo sempre
dipinto come un leccapiedi, anzi come l’archetipo di questa giullaresca
fauna, con l’aggravante del gaudio. Spesso i leccapiedi, dopo aver
leccato, e quando il padrone non li vede, fanno la faccia schifata e
diventano malmostosi. Fede, no. Assolta la bisogna, ne sorride e se ne
estasia, da oco giulivo. Ma temo che di qui a un po’ dovremo ricrederci
sul suo conto, rimpiangere i suoi interventi e additarli a modello di
obiettività e di moderazione… <strong>Oggi, per instaurare un regime, non c’è
più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né
di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di
comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la
televisione.</strong> [...] Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e
di menzogne che, senza bisogno di ricorso a leggi speciali, calerà su
questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e
avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non
faremo in tempo a trovarci coinvolti”.<br></font><br></font><div align="right"><font face="Courier New" size="2">La Voce, 26/11/1994</font><br></div>
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        <published>2008-08-01T21:28:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Pozioni e sortilegi nel "Bel Paese"]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Qualche annetto fa, un certo <strong>Al Capone</strong>
venne finalmente messo in gattabuia. Non perché fosse un
mafioso, anche se moltissimi lo intuivano: non vi erano prove a
sufficienza, era troppo potente ed era stato bravo ad ordire i propri
crimini. Per non parlare dell'omertà, protagonista quando si
tratta di mafia. L'omertà che gli creava alibi in
continuazione. <br></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Fu arrestato e condannato solo grazie alle
irregolarità dei suoi "libri contabili": <strong>evasione
fiscale.</strong></font></p>


<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Bene, oggi Alphonse Gabriel Capone non
dovrebbe di certo preoccuparsi, <strong>i suoi libri sarebbero riconosciuti
come opere d'arte.</strong> E continuerebbe a
scorazzare. <strong>Probabilmente non avrebbe nemmeno contratto la sifilide</strong>,
la stessa che lo portò poi alla demenza, visto l'eccellenza
dell'elite femminile di cui si potrebbe oggi circondare... ah, la
gnocca moderna!</font></p>


<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Non si vuole certo fare un processo
giustizialista e sommario agli ometti politici che rappresentano
l'Italia di questi anni: in fin dei conti, <strong>i passi falsi</strong> sono propri
della natura umana.<br>Non si vuole fustigare i principali
mezzi d'informazione: <strong>timore e riverenza</strong> sono tipicamente umane.<br>Tantomeno si vuole condannare chi ha
votato questi ometti: anche, e soprattutto, <strong>l'errore</strong> è umano. L'errore sta nel votare questa destra o questa sinistra, senza distinzione alcuna.<br></font>
</p>



<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Si condanna, invece, chi fa orecchie da
mercante, chi crede di saper tutto ed invece sa ben poco.<br>Si condanna chi si rifiuta di ascoltare
per pigrizia, perché fa caldo o per differente colore
politico.<br>Se solo per una volta si potesse ragionare a
prescindere da destra e sinistra; se solo per una volta non si sfociasse
nell'ottusità imperante dei massimi sistemi quali “tanto
sono tutti uguali”...<br></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">L'Italia è
considerata ormai un Paese Ridicolo:<br></font></p>
<ul><li><font face="Arial" size="3">perché, in seguito alla <em>pozione
Alfano</em>, Berlusconi ha acquisito l'immunità diventando un</font><br></li></ul><blockquote><blockquote><font face="Courier New" size="2"><strong>privilegiato senza pudore</strong> (<em>Süddeutsche Zeitung</em>, 23/07/2008).</font></blockquote></blockquote>
<ul><li><font face="Arial" size="3">perché si zittisce la vera
informazione attraverso querele. Anzi, adesso anche attraverso le
leggi sulle intercettazioni, nonostante</font></li></ul><blockquote><blockquote><font face="Courier New" size="2">la Corte europea dei diritti dell'uomo,
con sede a Strasburgo, ha affermato la <strong>preminenza del diritto di
cronaca su quello della riservatezza dei potenti.</strong> La sentenza piè
recente risale al 24 aprile 2008<br>(<em>Il bavaglio</em>,
P. Gomez, M. Lillo e M. Travaglio, Chiarelettere, 2008, p. 118)</font></blockquote></blockquote>

<ul><li><font face="Arial" size="3">perché il Parlamento pullula di
persone con poca dignità (per non essere cattivi): perché
non è tollerabile che continuino a militare ometti che si
creano leggi su misura, che fanno scalate illegali a banche, che
hanno o hanno avuto rapporti con la mafia, che sono indagati o sotto
processo.</font></li></ul><ul><li><font face="Arial" size="3">perché, nell'ultima campagna
elettorale, <strong>si è riusciti a far passare Veltroni come una
faccia nuova, una ventata d'aria fresca: perché ha iniziato a
militare politicamente alla fine degli anni Settanta</strong>, ed è stato
deputato per la prima volta nel 1987. Faccia nuova forse rispetto ad
Andreotti e Cossiga...<br></font></li></ul><ul><li><font face="Arial" size="3">Perché in un Paese Serio non si
dicono tante bugie, e la società ha i mezzi per smascherarle e
reagire.</font></li></ul><ul><li><font face="Arial" size="3">Perché in un Paese Serio non ci
sono 3000 soldati in giro per le città, non si prendono le
impronte ai bambini rom, la trasparenza porta i politici a dimettersi per propria iniziativa, per una questione di dignità.</font></li></ul>






<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">La dignità italiana, invece,
risiede nella convinzione di essere un grande popolo a prescindere da
qualunque cosa: solo perché ci si osanna eredi di <em>Leonardo da
Vinci, Giuseppe Verdi e Totò Sapore.</em><br>Sicuramente grandi artisti: ma <strong>oggi
anche la contabilità creativa, ovvero il falso in bilancio, è un arte.</strong> E in quanto
tale va tutelata.</font></p><div align="left"><font face="Arial" size="3"><br>Ps: un certo Di Pietro, oggi più
facilmente identificabile attraverso gli epiteti<br><br></font><div align="center"><font face="Courier New" size="2">poliziotto-giustizialista-utopista-fintolaureato, </font><br></div></div><p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><font face="Arial" size="3">sta studiando un
<em>sortilegio</em>, un referendum per annullare gli effetti della <em>pozione
Alfano</em>. Sicuramente, un sortilegio ha molta più forza rispetto alla debole <em>formula magica</em> della petizione che il Pd vuole presentare ad ottobre. <br></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><font face="Arial" size="3">Ah, Veltroni ed il Pd non si uniranno al referendum perché, a dire del giovinotto, se non si raggiungesse il quorum l'opposizione incasserebbe un'umiliazione troppo grande, fornendo l'immagine di un Berlusconi Invincibile... Forse ci si è persi qualcosa: <strong>di quale opposizione parla Veltroni? Forse di quella delle mezze stagioni...</strong> Perché si stava meglio quando si stava peggio... Sono argomentazioni che trovano una qualche logicità solo se si guarda questo <a href="http://it.youtube.com/watch?v=VhCIz0oG_hU&amp;feature=PlayList&amp;p=E0AFB9D1E21B4481&amp;index=0"><strong>video</strong></a>, che tratta delle tv berlusconiane, di Veltroni e di Craxi... Si tratta di congetture, ma altrimenti non si spiega la <span style="font-style: italic;">linea Garfield.</span><br></font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Se qualcuno fosse davvero
interessato al referendum, sappia che i tempi sono molto stretti,
visto che per motivi burocratici la data ultima per la raccolta delle
firme è la fine di settembre.</font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Ma forse è meglio abbronzarsi, ed aspettare che le cose cambino da sole. <strong>Tanto in Italia si sta bene.</strong> Basta un colpetto di <em>bacchetta magica</em> da parte dei soliti e tutto sembra perfetto!</font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><br></p><p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><font size="3"><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/119231/have%20you%20seen%20this%20berlusca.JPG" height="386" width="261"></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><font size="3"><font face="Arial"><br></font></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><strong><a href="http://gosizdat.ilcannocchiale.it/?r=140663">Citazioni...</a></strong></p>

            
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        <published>2008-08-01T21:28:00Z</published>
        <updated>2008-08-01T21:28:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Intervento di Schulz al Parlamento Europeo]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face="Arial" size="3">Il collega Poettering ha lodato con parole euforiche la competenza della squadra di governo arrivata qui dall'Italia.<br>Berlusconi, Fini, Frattini, Buttiglione... Temevo che nominasse anche Del Piero, Maldini, Garibaldi e Cavour.<br>Ma ne ha dimenticato uno, Mr. Bossi.<br>Anche lui è un membro di questo governo e la minima affermazione che quest'uomo fa è perggiore di tutto per cui questo parlamento ha preso provvedimenti contro l'austria per la presenza dell'FPO nel suo governo. Ma di lui dobbiamo parlare invece.<br>Lei non è responsabile, signor presidente, del quoziente intellettivo dei suoi ministri però è responsabile di quello che dicono e le affermazioni del suo ministro Bossi sulle politiche per l'immigrazione, che lei ha riferito nel suo discorso, non sono assolutamente conciliabili con la carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.<br>Come presidente del consiglio lei ha il dovere di difendere quei diritti! E allora li difenda contro i suoi stessi ministri!<br>Voglio riprendere un concetto espresso qui dal collega Di Pietro.<br>"Il virus del conflitto di interessi", ha detto, " non deve estendersi sul piano europeo".<br>Certo, ha ragione.<br>E adesso in questa sede ci troviamo in una difficile situazione ogni volta che si parla della presidenza italiana si dice sempre:<br>"Si, però state attenti a non criticare Berlusconi per quello che fa in Italia, perchè non c'entra nulla con il parlamento europeo". Ma come? L'italia non fa parte dell'Unione Europea?<br>E invece centra e le dico perchè.<br>Per quello che lei fa come primo ministro italaino ci sono i suoi colleghi e colleghe del parlamento italiano eletti proprio per discutere con lei. Ma per quello che fa come presidente del Consiglio Europeo ci siamo qui noi.<br>Lei ha parlato di sicurezza, di libertà, di diritto, del processo di Tampere. Ed ha usato un concetto, Europool.<br>Ma ci sono tre concetti che non ha usato e vorrei ricordargleli e vorrei chiederle di dire qualcosa in proposito.<br>Che cosa pensa di fare per accelerare l'istituzione di una Procura Europea?<br>Che cosa pensa di fare per accellerare l'entrta in vigore del mandato di cattura Europeo?<br>Che cosa pensa di fare per il reciproco riconoscimento di documenti nei procedimenti penali che varcano il confine delle singole nazioni?<br>Su questo punto ci sarebbe bisogno di riforme anche nel suo paese, e mi riferisco all'autenticità dei documenti.<br>Conuna riforma del genere nel suo paese, il mandato di cattura europeo potrenne entrare in vigore molto più in fretta.<br>Ho finito signor Presidente.<br>Comunque mi fa piacere che lei oggi sia qui e di poter discutere con lei; il merito è anche di Nicole Fontaine, perche se N.C. non fosse stata così efficente nel promulgare l'immunità per Berlusconi e Dell'Utri, il suo assistente, che oggi eccezionalmente è presente in aula, lei non avrebbe più l'immunità di cui ha bisogno.<br>Anche questa è una verità che va detta in un giorno come questo.</font>            
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        <published>2008-07-28T21:22:00Z</published>
        <updated>2008-07-28T21:22:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Ping-pong diplomatico]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"><font face="Arial" size="3">Solo
due giorni dopo la reazione disgustata di Pasquale Terracciano,
l'ambasciatore italiano in Spagna, il magistrato Ibáñez
risponde, sempre su El País:</font></p>

<blockquote><p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"><br>
</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><u>Cittadino
– giudice</u></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">Perfecto
Andrés Ibañez, Madrid, 24/07/2008</font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">Nella
sua lettera al direttore del 22 luglio, il signor ambasciatore
d'Italia “vuole pensare”, ovvero, neanche pensa, che il mio
articolo di domenica [scorsa] <em>Berlusconi contro lo Stato
costituzionale</em> è esclusivamente di mia responsabilità.
Perciò, senza particolare <em>finezza</em> intellettuale,
certamente, <strong>fa scivolare l'insidia che con questo [articolo] potrei
compromettere l'istituzione di cui faccio parte. Ebbene, desidero
chiarirgli che in Spagna, come nell'Italia costituzionale (almeno
prima dell'<em>era Berlusconi</em>), i giudici, come tutti gli altri
impiegati pubblici, non perdono la condizione di cittadini con pieno
diritto, né il raggio d'azione che, in quanto tali, gli
spetta.</strong> Per il resto, non era così difficile notare che
l'indicazione “è magistrato” che accompagna il mio nome a
piè del testo è una informazione in più
sull'autore che facilita la Redazione: per questo motivo il verbo
“essere” risulta coniugato alla terza persona.</font></p></blockquote>




<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><br></font>
</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Tagliente
ed in linea con il suo articolo precedente.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Il
magistrato risponde a tono all'ambasciatore, che in realtà
nella sua lettera aveva solo espresso il proprio disgusto ed aveva
volontariamente preferito non commentare le affermazioni di Ibañez.
Il messaggio italiano era però giunto in tutta la sua potenza</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><strong><font face="Courier New" size="2">attento
a ciò che dici... è possibile lo scandalo diplomatico</font></strong></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Ormai
funziona così: esiste la libertà di pensiero,
d'opinione o d'espressione, ma se l'opinione ha a che fare con lo
stato delle cose di alcuni intoccabili, allora si tirano le orecchie.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Non è
una novità: ci si ricorda ancora del buon <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Schulz">Martin Schulz</a> al
Parlamento Europeo?</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><br>
</p>
<blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">Lei
non è responsabile, signor presidente, del quoziente
intellettivo dei suoi ministri però è responsabile di
quello che dicono e le affermazioni del suo ministro Bossi sulle
politiche per l'immigrazione, che lei ha riferito nel suo discorso,
non sono assolutamente conciliabili con la carta dei diritti
fondamentali dell'Unione Europea.[...]</font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">E
adesso in questa sede ci troviamo in una difficile situazione ogni
volta che si parla della presidenza italiana si dice sempre:<br><strong>"Si,
però state attenti a non criticare Berlusconi per quello che
fa in Italia, perchè non c'entra nulla con il parlamento
europeo". Ma come? L'italia non fa parte dell'Unione Europea?</strong></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">E
invece centra e le dico perchè.<br>Per
quello che lei fa come primo ministro italaino ci sono i suoi
colleghi e colleghe del parlamento italiano eletti proprio per
discutere con lei. Ma per quello che fa come presidente del Consiglio
Europeo ci siamo qui noi.</font></p></blockquote>





<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><a href="http://gosizdat.ilcannocchiale.it/post/1984072.html">(clicca per leggere tutto l'intervento)</a></p><p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><br>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Berlusconi
rispose all'intervento in questione con la frase: </font>
</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><br>
</p>
<blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">Signor
Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un
film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il
ruolo di <em>kapò</em>. Lei è perfetto!</font></p></blockquote>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><br></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Ignorando,
fra l'altro, il significato di <em>kapò</em>... </font>
</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Anche in
quell'occasione, il buon Mr. B. riuscì a far focalizzare
l'attenzione non sui problemi sollevati dall'<em>amico</em>&nbsp; Schulz, che
non hanno avuto una risposta concreta, bensì su uno <strong>scandalo
tutto all'italiana.</strong> Ah, Berlusconi non si è mai scusato per la
frase detta...</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Di
sicuro qualcuno penserà che, in fondo, era solo una battuta, e
che è stato proprio Schulz, invece, ad essere indelicato ed
offensivo, insultando Cavour e Garibaldi.<br>Già
che ci siamo, perché non <strong>chiediamo scuse ufficiali</strong> alla
Germania per gli improperi di Schulz?</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Fortunatamente,
sembra che il buon Perfecto Andrés Ibáñez abbia
avuto l'ultima parola: e sarebbe veramente poco dignitoso replicare
senza avere solida ragione alle spalle.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Perché
i fatti sono i fatti.</font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><br></p><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><font face="Arial" size="3"><img style="width: 417px; height: 269px;" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/119231/schulz%20kapo.jpg"><br></font></p>
            
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        </summary>

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        <published>2008-07-28T21:06:00Z</published>
        <updated>2008-07-28T21:06:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[L'Italia e la Sindrome di Stoccolma - seconda parte]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face="Arial" size="3"></font><div align="left"><font face="Arial" size="3">Riprendo
il titolo del post precedente: perché il discorso è
ancora lungo, perché tante cose sono successe in questi
giorni.</font><br></div><p><font face="Arial" size="3"><br></font><font face="Arial" size="3">Non si
tratta di argomentare un punto di vista od una supposta verità:<strong>
i fatti sono fatti, e devono essere raccontati a prescindere, che
siano belli o brutti. Vanno letti allo stesso modo</strong>, e solo in seguito
si può o meno condividere il punto di vista portato. Ma i
fatti non sono discutibili.<br><br></font><font face="Arial" size="3">Fatti
gravi, inconcepibili se si vivesse in un contesto sano; tuttavia, dal
momento che ormai è l'indifferenza a fare da padrona, spesso
passano sottogamba o vengono sminuiti, perché si pensa ci
siano cose più importanti a cui pensare. Come se tutto ciò
che sta inesorabilmente accadendo non abbia nulla a che fare con la
sfera personale di tutti, con la vita di ogni giorno. Perché i
problemi vanno risolti alla radice, con metodo: prima la società
deve sapere ed essere consapevole, poi si deve attuare un cambiamento
profondo nel mondo politico e, infine, recuperare la dignità
persa.</font>

</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Riporto
di seguito la traduzione di un articolo uscito domenica scorsa su <em>El
País</em><font face="Arial" size="2">:</font></font></p><p></p><p></p><p></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><br></font></p><p></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"></font></p><font face="Courier New" size="2"><u>Berlusconi
contro lo Stato costituzionale</u></font>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="text-decoration: none;">Perfecto
Andrés Ibáñez – è un magistrato, 20/07/2008</span></font></p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="text-decoration: none;"><br></span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="text-decoration: none;">Dal
momento che si parla di un imputato (in realtà un
pluri-imputato), la cosa più logica sarebbe porre il titolo al
contrario: “Lo Stato italiano contro Berlusconi”. E invece no,
Berlusconi, con la sua condizione di </span><em><span style="text-decoration: none;">premier</span></em><span style="text-decoration: none;">,
ha saputo dotarsi di un <strong>inusuale status di privilegio</strong>. Può
legiferare a colpi di maggioranza, e lo fa, sul diritto, sul
procedimento penale e sul potere giudiziario, per risolvere le
proprie cause nel modo più favorevole ai suoi interessi.
Perché si parla d'interessi.</span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="text-decoration: none;">Perché,
erede (anche, o soprattutto, economico) della vecchia politica
italiana, quella stessa che un giorno occupò in maniera
massiccia e meritata il banco degli imputati, Berlusconi giunse de è
ritornato al potere in un modo molto particolare. Come imprenditore,
o, più esattamente, come impresa. Ovvero nello stesso modo e
con la stessa logica con cui un gruppo economico espande il proprio
raggio de incrementa la sua quota di mercato. <strong>Senza sottilizzare sui
mezzi, senza senso del limite e con un irrefrenabile tendenza al
monopolio.</strong> Adesso in politica, che nel suo progetto altro non è
che “un attivo”. Uno in più, “valorizzabile” secondo
gli stessi parametri di rendimento puramente mercantili delle sue
innumerevoli società.</span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="text-decoration: none;">È
vero che Berlusconi si dimostrò molto preoccupato di apparire,
di fronte alla cittadinanza, come esponente del nuovo, di un altro
modo di concepire il potere e di gestirlo, in un'inedita chiave
d'efficacia, che sarebbe servito a diffondere socialmente, a </span><em><span style="text-decoration: none;">rendere
sociale</span></em><span style="text-decoration: none;">, attraverso il
suo promesso modello alternativo di amministrazione pubblica, il
proprio trionfo personale: successo e benessere per tutti. <strong>Tuttavia è
certo che le radici del berlusconismo sono ben identificabili e sono,
precisamente, in </strong></span><strong><em><span style="text-decoration: none;">Tangentopoli</span></em><span style="text-decoration: none;">.
Non solo perché</span><em><span style="text-decoration: none;">
Il Cavaliere</span></em></strong><span style="text-decoration: none;"><strong> beneficiò
del “ruolo di padrino” di Craxi</strong>, altro illustre imputato. Neanche
perché, da quello che ha confessato, come lui senta la
tentazione di “andarsene all'estero per godere dei dinari
accumulati meritatamente”. Bensì e <strong>soprattutto perché,
come ha scritto Ferrajoli, il suo è il perfezionamento del
craxismo.</strong> Ma se in quest'ultimo, nonostante le apparenze, l'economia
stava comprando la politica e subordinandola ai suoi interessi, con
Berlusconi il potere economico stesso si trasforma in potere
politico, dando luogo ad uno Stato patrimoniale “nuovo di zecca”,
in cui la politica rimane definitivamente ridotta alla condizione di
semplice variabile dell'economia. Per questo motivo, dice
espressamente lo stesso autore, <strong>l'Italia è oggi il regno
dell'</strong></span><strong><em><span style="text-decoration: none;">antipolitica</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">,
dal momento che la politica, per definizione, è la
rappresentazione di interessi generalie pubblici, mentre in questo
caso vengono rappresentati interessi privati. Per cui lo storico e
nobile riferimento alla </span></span><em><span style="text-decoration: none;">polis</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">
sta perdendo tutto il suo significato.</span></span></strong></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Per
questo, se nella propettiva dell'accesso al potere da parte del
peculiare macroimpresario (Fininvest, Mediaset, Publitalia...)
l'importanza de il profilo, in gran parte mediatico, del suo impero
suscitarono nell'opinione pubblica sveglia e sensibile la
preoccupazione per il conflitto d'interessi, ciò che ora [la
stessa opinione pubblica] ha di fronte agli occhi è una
definitiva confusione d'interessi, che è allo stesso tempo una
brutale concentrazione di potere.</span></span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">De
è ovvio che, quando questa occupa tutto il campo, non vi è
spazio per la legalità, ad eccezione di uno [spazio]
subordinato e strumentale assegnatole dal progetto berlusconiano.
Altrettanto succede con la giurisdizione.</span></span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Che
fosse così era già risultato palese nella tappa
anteriore, nell'uso spregiudicato e scandaloso della maggioranza
parlamentare da parte del </span></span><em><span style="text-decoration: none;">Signor
B.</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">,
con l'adozione di misure ben qualificate come <strong>doni all'economia
illegale</strong>. Favorendo l'importazione di capitali esportati illegalmente
attraverso il pagamento di una ridicola percentuale. Con
l'attenuazione delle pene o <strong>depenalizzando il </strong></span></span><strong><em><span style="text-decoration: none;">falso
in bilancio</span></em></strong><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">.
Con il trattamento ultraformalista riservato alle commissioni
rogatorie per neutralizzare i loro effetti, chiaramente a favore dei
processati del suo stesso rango. Con la <strong>riduzione dei tempi di
prescrizione per alcuni reati...</strong></span></span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Allora
si parlò di leggi </span></span><em><span style="text-decoration: none;">ad
personam</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">,
riferendosi alle [leggi] approvate per dare una via d'uscita alle
situazioni processuali che complicavano la vita dello specialissimo
imputato. Adesso, il suo interesse personale richiede di “alzare il
tiro”, e per questo amplia la portata delle sue misure. Così
mette in salvo dalle intercettazioni i delinquenti dai colletti
bianchi. E per fuggire dalla causa in corso per corruzione di un
testimone (</span></span><em><span style="text-decoration: none;">caso
Mills</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">)
trasforma il Parlamento in una scrivania al suo servizio e lo fa
approvando due leggi che suppongono la sospensione di tutti i
processi per delitti ingiunti con pena inferiore ai 10 anni (circa
100.000) e l'immunità per le più alte cariche.</span></span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Ha
ragione in tutto e per tutto Dogliani, quando fa notare che <strong>ciò
che è realmente a rischio è la forma di Stato, il
contenuto stesso del patto costituente, la costituzione materiale.</strong></span></span></font></p></blockquote>















<p></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial"><br></font>
</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"></span></span></font></p><p></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Una
lettera dai toni duri, ma che descrive in maniera impeccabile i
governi di Berlusconi. Ci si può impermalosire, ma ciò
non toglie che sia un'analisi corretta.</span></span></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Se
l'articolo fosse stato scritto da un semplice giornalista, pochi
italiani si sarebbero lamentati: il problema è che a scriverlo
è stato un importante magistrato spagnolo. Per questo motivo,
due giorni dopo, sempre su </span></span><em><span style="text-decoration: none;">El
País</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">,
è comparsa la risposta indignata dell'ambasciatore italiano in
Spagna.</span></span></font></p>

<p></p><p style="margin-bottom: 0cm;"></p><p></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><br></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><u><span style="font-style: normal;">Opinione
personale</span></u></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;">Pasquale
Terracciano, ambasciatore d'Italia in Spagna, 22/07/2008</span></font></p>
<blockquote><p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"><font face="Courier New" size="2"><br></font>
</p><p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;">Vorrei
manifestare il mio personale disgusto per aver letto l'articolo <em>Berlusconi contro lo Stato costituzionale</em>, pubblicato domenica
scorsa 20 luglio sul quotidiano El País, con firma Perfecto
Andrés Ibañez, magistrato della Sala Segunda del
Tribunal Supremo.</span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;">Nonostante
io non condivida la tesi sostenuta dall'autore, non è nelle
mie intenzioni, nel pieno rispetto della libertà d'opinione,
analizzare il suo contenuto ne, tantomeno, polemizzare su ciò
che il magistrato ha scritto, voglio pensare, a titolo personale.</span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><span style="font-style: normal;">Tuttavia,
tenendo anche in considerazione che il signor Ibañez aggiunge
alla sua firma il suo titolo di magistrato, risulta davvero molto
difficile separare la sua opinione personale da quella che può
esprimere in funzione della sua alta carica di magistrato del
Tribunal Supremo. Per questo non mi sembra ammissibile che si
esprimano pubblicamente critiche così gravi al capo di Governo
di un paese amico da parte di qualcuno che può essere
oggettivamente e direttamente ricondotto al supremo organo di
controllo del potere giudiziario spagnolo.</span></font><br></p></blockquote>






<p></p><font size="3"><font face="Arial"><br></font></font>






<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Punto.<br>Non una
riga di più.<br>Una
tirata d'orecchie al magistrato spagnolo... Riconducibile alla
magistratura spagnola.<br>Ma allora le toghe rosse sono davvero
dappertutto...<br>Ma
allora la metastasi della democrazia non è solo in Italia, ma
anche oltre confine.<br>Ma
allora criticare Berlusconi significa criticare la democrazia... E
bisogna mettere quindi un freno ed un bavaglio a tutta la
magistratura e stampa mondiali...<br></font>
</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Perdono,
mi sono lasciato prendere dalla <em>proprietà transitiva</em>...<br></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Ma
stiamo scherzando?! Uno esprime pubblicamente il proprio disgusto, ma
non è nelle sue intenzioni analizzare le affermazioni
dell'articolo disgustoso?</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">In
Italia echeggia il ritornello</font><br>
</p>
<p></p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">non
si può dire, si fanno processi sommari, manca il
contraddittorio!<br><br>
</font></p><p></p></blockquote><p>


</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Ma si
può rispondere a chi critica dall'estero:</font><br>
</p>
<p></p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><font face="Courier New"></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New"><strong>il
contraddittorio no, non te lo do!<br></strong><br>
</font></p><p></p></blockquote><p>

</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Forse
perché ci si sentirebbe a disagio dovendosi confrontare con
un'<strong>opinione pubblica che non è quella educata, domata,
ipnotizzata, italiana. </strong>Perché ci si dovrebbe arrampicare sugli
specchi, dal momento che le affermazioni portate da Ibañez
hanno un fondamento, quello dell'evidenza.. Perché è
tipicamente italiano indignarsi, magari chiedere scuse ufficiali.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Non è
ammissibile che si esprimano pubblicamente critiche così gravi
al capo di Governo di un paese amico... Le critiche servono per
crescere, giusto? <strong>Cosa si vuole fare, dichiarare guerra ad un paese
amico?</strong> Allora non voglio neanche pensare cosa succederebbe se, a dire
queste cose, fosse un paese nemico.</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><strong>Sindrome
di Stoccolma in Italia significa tollerare affermazioni senza
fondamento alcuno; giustificare chi, politici e media, si scaglia
contro chi, come Travaglio e Di Pietro &amp; Co., cerca in maniera
disperata di consapevolizzare</strong>; volere a tutti i costi puntare
l'attenzione su altri problemi, come se la libertà
d'espressione e la democrazia, quella vera, non fossero alla base di
tutto.</font></p>


<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Perchè,
come afferma Di Pietro, se non si cambiano le persone nulla cambia.<br>Perchè
la classe dirigente è sempre la stessa.<br>Perchè
chi sbaglia non paga.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Perchè
c'è stato uno scandalo riguardante la volgarità di
Grillo, Guzzanti e Travaglio al <em>No Cav Day</em>, ma toni pacati dopo
l'insulto di Bossi all'inno nazionale. Se i manifestanti in Piazza
Navona sono stati definiti <em>spazzatura</em> dal Cavaliere, non è
stato usato lo stesso tono per definire Bossi.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br>
</p>



<p></p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New, monospace"><em>El
Mundo</em>, 21/07/2008: <strong>L'indipendentista Bossi, ministro italiano
delle riforme, insulta l'inno nazionale</strong><br><br><em>Il
Corriere della Sera</em>, 22/07/2008: <strong>E Berlusconi telefona a
Bossi. “Patto indissolubile, ma toni bassi”. Silvio a Umberto:
“Bisogna evitare di cadere nelle provocazioni della sinistra”</strong></font><br>
</p><font face="Courier New, monospace">[...]
L'intero caso dell'inno sbeffeggiato, dunque, non ha fatto
esattamente piacere a Silvio Berlusconi. Lo conferma il silenzio del
premier che nella tempesta ha preferito si esprimessero pubblicamente
i vertici istituzionali, nonchè l'unica sua dichiarazione
autorizzata al portavoce Paolo Bonaiuti: “Il Presidente è
nel suo studio e si occupa del caso Alitalia, di cose concrete ben
più importanti per il paese che delle evitabilissime uscite su
inni o schiavitù romane.”</font><br></blockquote><p>


</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><br></font>
</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Due pesi
e due misure, insomma.<br></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Come già
successo per la martellante notizia riguardante i rifiuti dissoltisi
con un tocco di bacchetta magica, il mago Bossi è riuscito,
con questo scandalo, a deviare l'attenzione dell'opinione pubblica
(se ancora esiste) dal suo appoggio alle leggi per Berlusconi.</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Come fa
notare sempre il buon Di Pietro</font><br>
</p>
<p></p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"></font></p></blockquote><p></p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">È
costretto a farlo, per nascondere il suo fallimento nel proporre
nell'agenda politica come priorità il federalismo fiscale e
dover invece votare in autunno le leggi che metteranno il bavaglio
alla giustizia e ripristineranno l'immunità parlamentare.<br></font>
</p></blockquote><p>

</p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">La
Lega deve alzare i toni per evitare che il suo elettorato capisca che
il federalismo è una pistola scarica e che le promesse di una
maggiore sicurezza sono state sacrificate alla sicurezza di non
finire in carcere di Berlusconi.</font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3"><br></font></p></blockquote><p></p><p>


</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Roma è
sporca e ladrona, ma se offre immunità... allora va bene!<br></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial, sans-serif" size="3"><font face="Arial">Passiamo,
infine, a cose più amene: il Lodo Alfano è passato al
Senato il 22 luglio alle ore 20.</font> </font>
</p>


<blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>El
País</em>, 23/07/2008: <strong>Berlusconi ottiene l'immunità
(il Senato italiano approva una legge che impedisce i processi contro
le più alte cariche dello Stato mentre sono al potere)</strong><br></font>
</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>El
Mundo</em>, 22/072008: <strong>Approvata al Senato la riforma che
garantisce l'immunità a Berlusconi</strong><br></font>
</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>Financial
Times Deutschland</em>, 23/07/2008: <strong>Protezione dai procedimenti
giudiziari (Berlusconi si fa immunizzare)</strong><br></font>
</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>Focus</em>
(Germania), 22/07/2008:<strong> Berlusconi l'intoccabile</strong><br></font>
</p><font face="Courier New" size="2"><em>International
Herald Tribune</em>, 22/07/2008: <span style="font-style: normal;"><strong>In
Italia è passata la legge sull'immunità</strong></span></font><br></blockquote>








<p style="margin-bottom: 0cm;"><br>
</p>


<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Tutti
articoli dai toni attoniti, che in Italia hanno il loro corrispettivo
nelle parole di Alfano:</font></p><blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2">Basta
<strong>giustizialismo</strong>, perchè la magistratura non deve invadere campi
che non le competono, perchè è una legge giusta.</font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><br></font></p></blockquote>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Bugie,
bugie , ed ancora bugie: bugie in parlamento, bugie al senato, bugie
ai microfoni. Perchè non è vero che molti altri paesi
democratici occidentali hanno questo privilegio, perchè hanno
portato solo l'esempio del capo di stato francese. Il Capo di
Stato...</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Ma ormai
le carte sono in tavola: se l'altra legge, la blocca-processi, andrà
in porto, il sistema giudiziario italiano e la sicurezza del Paese
saranno duramente scossi. Se, invece, non verrà approvata,
sarà chiara la strumentalizzazione, il ricatto usato per
ottenere, in qualunque caso, l'immunità.</font></p>


<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Concludo,
infine, con alcune citazioni:</font><br><font face="Courier New" size="2"><br></font>
</p>




<blockquote><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>Dagbladet</em>
(Norvegia), 16/04/2008: <strong>Il potere mediatico di Silvio</strong><br>Silvio
Berlusconi sta per compiere un altro ritorno nella politica italiana,
e molti sono <strong>alla ricerca di spiegazioni sulle sue capacità di
ingannare i concittadini. Ma evidentemente la spiegazione è
che viene raramente commentato quello che fa.</strong><br></font>
</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>El
País</em><span style="font-style: normal;">, 21/07/2008:
</span><span style="font-style: normal;"><strong>Ecuador: la stessa lingua
non basta</strong><br>[...]
“populismo”. Si applica a destra e a sinistra. A movimenti
strutturati de altamente ideologicizzati (Lega Nord), e a leader
televisivi ciarlatani e demagogici che si dirigono ad individui
anonimi (Berlusconi). In alcuni casi, si riferisce alle linee
politiche che poggiano su movimenti a base popolare (peronismo), e,
in altri, a partiti-Stati (come fu il PRI messicano). È stato
utilizzato contemporaneamente per qualificare governi dittatoriali e
per altri che fanno dei diritti umani una delle loro ragioni d'essere
(come l'attuale governo argentino).</span><br></font>
</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>El
País</em><span style="font-style: normal;">, 23/07/2008:
</span><span style="font-style: normal;"><strong>Disaffezione (Dal loro
voto in Europa a favore dei provvedimenti contro gli immigrati fino
alle continue concessioni alla destra de alla chiesa, i socialisti di
Zapatero stanno deludendo i cittadini che li votarono...)</strong><br>[...]
Io conosco alcuni di questi eurodeputati, qualcuno lo rispetto e lo
stimo. O forse lo rispettavo e stimavo. Per quale motivo votarono
quella cosa, che mi sembra vada contro la loro coscienza? Per ordine
del partito. Quell'istituzione che gli garantisce la carica e gli 
ordina con severità che commettano ciò che Santos Juliá
ha definito un'infamia. <strong>Le argomentazioni rocambolesche che vengono
lanciate dal potere per giustificarlo sembrano quelle che fece
Chamberlain per giustificare la consegna della Cecoslovacchia a
Hitler nel 1938: bisogna calmare la bestia, che in questo caso è
Berlusconi.</strong></span></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Courier New" size="2"><em>El
País</em>, 22/07/2008:<strong> Riso alla berlusconi</strong><br>[...]
Lo chiamo “riso arrisottato” perché, per quanto riguarda
il risotto, ci sono molti talebani puristi che, per qualsiasi motivo,
ti attaccano alla giugulare come le sarde gelose. Perché  non
ha parmigiano, perché  il riso non è <em>carnaroli</em><span style="font-style: normal;">,
o altre menate simili. <strong>Si nota che, dal momento che il riso è
italiano, salta fuori il Berlusoconi bullo e prepotente che si
portano dentro.</strong> Ti invitano a casa loro a provare il loro risotto e
ti trattano come il politico italiano tratta gli immigranti rumeni.
Non ti spiego niente se, chi fa il risotto, sei tu..</span></font></p></blockquote>












<font size="3"><font face="Arial"><br></font></font>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">Per
coloro che vogliono ancora leggere, consiglio vivamente l'articolo <a href="http://italiadallestero.info/archives/495"><strong>Il
Paese che purtroppo amo</strong></a>, di Petra Reski.</font></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial" size="3">E se,
alla fine, la lettura vi lascerà indifferenti, non vi è
alcun dubbio: <strong>la Sindrome di Stoccolma continua a colpire.</strong></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><br></p><p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><font face="Arial" size="3"><strong><br></strong></font></p><p></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Arial, sans-serif"></font></p>
            <div align="center"><object align="middle" height="242" width="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fTYkh2mqeKg&amp;hl=en&amp;fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><img flashsrc="http://www.youtube.com/v/fTYkh2mqeKg&amp;hl=en&amp;fs=1" isflash="true" src="http://www.ilcannocchiale.it/RadControls/Editor/Skins/Default/Buttons/FlashManager.gif" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" align="middle" height="242" width="300"></object></div>
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        <published>2008-07-24T20:37:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[L'Italia e la Sindrome di Stoccolma - seconda parte]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <DIV align="left"><FONT face="Arial" size="3">Riprendo
il titolo del post precedente: perché il discorso è
ancora lungo, perché tante cose sono successe in questi
giorni.</FONT><BR></DIV><P><FONT face="Arial" size="3"><BR></FONT><FONT face="Arial" size="3">Non si
tratta di argomentare un punto di vista od una supposta verità:<STRONG>
i fatti sono fatti, e devono essere raccontati a prescindere, che
siano belli o brutti. Vanno letti allo stesso modo</STRONG>, e solo in seguito
si può o meno condividere il punto di vista portato. Ma i
fatti non sono discutibili.<BR><BR></FONT><FONT face="Arial" size="3">Fatti
gravi, inconcepibili se si vivesse in un contesto sano; tuttavia, dal
momento che ormai è l'indifferenza a fare da padrona, spesso
passano sottogamba o vengono sminuiti, perché si pensa ci
siano cose più importanti a cui pensare. Come se tutto ciò
che sta inesorabilmente accadendo non abbia nulla a che fare con la
sfera personale di tutti, con la vita di ogni giorno. Perché i
problemi vanno risolti alla radice, con metodo: prima la società
deve sapere ed essere consapevole, poi si deve attuare un cambiamento
profondo nel mondo politico e, infine, recuperare la dignità
persa.</FONT>

</P><P style="margin-bottom: 0cm;"><FONT face="Arial" size="3">Riporto
di seguito la traduzione di un articolo uscito domenica scorsa su <EM>El
País</EM><FONT face="Arial" size="2">:</FONT></FONT></P><P style="margin-bottom: 0cm;"><FONT face="Courier New" size="2"><BR></FONT></P><FONT face="Courier New" size="2"><U>Berlusconi
contro lo Stato costituzionale</U></FONT>
<P style="margin-bottom: 0cm;"><FONT face="Courier New" size="2"><SPAN style="text-decoration: none;">Perfecto
Andrés Ibáñez – è un magistrato, 20/07/2008</SPAN></FONT></P><P style="margin-bottom: 0cm;"><FONT face="Courier New" size="2"><SPAN style="text-decoration: none;"><BR></SPAN></FONT></P><P style="margin-bottom: 0cm;"><FONT face="Courier New" size="2"><SPAN style="text-decoration: none;">Dal
momento che si parla di un imputato (in realtà un
pluri-imputato), la cosa più logica sarebbe porre il titolo al
contrario: “Lo Stato italiano contro Berlusconi”. E invece no,
Berlusconi, con la sua condizione di </SPAN><EM><SPAN style="text-decoration: none;">premier</SPAN></EM><SPAN style="text-decoration: none;">,
ha saputo dotarsi di un <STRONG>inusuale status di privilegio</STRONG>. Può
legiferare a colpi di maggioranza, e lo fa, sul diritto, sul
procedimento penale e sul potere giudiziario, per risolvere le
proprie cause nel modo più favorevole ai suoi interessi.
Perché si parla d'interessi...</SPAN></FONT></P><P style="margin-bottom: 0cm;"><FONT face="Courier New" size="2"><SPAN style="text-decoration: none;"><BR></SPAN></FONT></P>            
<A href="http://gosizdat.ilcannocchiale.it/post/1980530.html" class="commenti">leggi tutto</A><BR><BR><DIV align="center"><IMG src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/119231/lodo%20alfano.jpg"><BR></DIV>
				]]>
        </summary>

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        <published>2008-07-24T20:36:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[L'Italia e la Sindrome di Stoccolma]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face="Arial" size="3">L'aguzzino fa le <em>peggio cose</em> alla vittima.<br>Se poi anche solo le dà da mangiare perché non muoia di fame, nel cervello della vittima tutto il male passa in secondo piano, e l'unica cosa che viene messa in evidenza come <strong>meccanismo di difesa</strong> è il pensiero:<br><br></font><blockquote><font face="Courier New" size="2">evviva il mio benefattore!<br><br></font></blockquote><font face="Arial" size="3">Perché l'aguzzino è la sola persona con cui la vittima si relaziona.<br>Perché è questo il meccanismo perverso che scatta nella mente della vittima.<br><br>In mezzo a tutte le infamie che stanno accadendo nell'ultimo periodo, tra cui il lodo alfano e l'immunità, rete4 ecc., ecco che fa capolino la clamorosa notiza della sconfitta dell'emergenza rifiuti.<br><br>Ma cosa è successo nei giorni scorsi?<br><strong><br></strong></font><blockquote><br><font face="Arial" size="3"><strong>-Soppressione dell'Ufficio del Commissario Anticorruzione in Italia grazie al decreto legge 112 entrato in vigore il 25/06/2008<br><br></strong></font><font face="Arial" size="3"><strong>-"ultima" udienza del processo Berlusconi-Mills, 18/072008<br><br></strong></font><font face="Arial" size="3"><strong>-la spazzatura è magicamente sparita</strong></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><br><br>20 luglio 2008, in Rassegna Stampa,</font><font face="Arial" size="3"> da <a href="http://www.google.es/search?q=permalink+ines+tabusso&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:es-ES:official&amp;client=firefox-a">voglioscendere.it</a> <br><br><br></font><div style="margin-left: 80px; font-family: Courier New;"><font size="2"><span style="font-weight: bold;">Lettera di Drago Kos, presidente del GRECO</span><br></font></div><div style="margin-left: 40px;"><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">GRECO</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Group of States against Corruption</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Directorate General of Human Rights and Legal Affairs</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Directorate of Monitoring</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><div style="text-align: right;"><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Signor Vincenzo Grimaldi</font><br style="font-family: Courier New;"><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Alto Commissario Anticorruzione</font><br style="font-family: Courier New;"><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Piazza san Lorenzo in Lucina, 4</font><br style="font-family: Courier New;"><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">00186 Roma</font><br style="font-family: Courier New;"></div><br><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Strasburgo, 7 luglio 2008</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Caro Signor Grimaldi</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Grazie per la sua lettera del 1 luglio 2008 con cui mi informa della decisione del governo italiano, adottata con decreto legge del 25 giugno 2008, di sopprimere il suo Ufficio con effetti a partire dal prossimo 25 agosto.</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Nella mia qualità di presidente del Gruppo di Stati del Consiglio d'Europa contro la Corruzione, e di Presidente della Commissione Slovena per la Prevenzione della Corruzione, posso soltanto esprimere <span style="font-weight: bold;">profonda preoccupazione per questa mossa inaspettata. Sono certo che anche i miei colleghi della comunità internazionale contro la corruzione condivideranno questo timore.</span></font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2"><span style="font-weight: bold;">Temo veramente che l'Italia stia per fare dei passi indietro in una situazione nella quale non esiste una reale volontà politica di combattere la corruzione</span>; ciò é tanto più inquietante in quanto l'Italia ha aderito solo di recente al GRECO e ci si aspetta che ora dia prove convincenti dell'intenzione di adottare con determinazione provvedimenti anticorruzione.</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">La soppressione del suo Ufficio non é solo una perdita per il suo paese, ma anche per il GRECO. Pare che il suo governo non si renda conto che l'Italia, come membro fondatore del Consiglio d'Europa, viene osservata con attenzione dagli Stati membri che hanno aderito più di recente all'organizzazione. Questo cattivo esempio può certamente influire sulla posizione degli organismi anticorruzione di altri stati membri del GRECO, alcuni dei quali negli ultimi tempi si sono trovati sotto pressione, com'é accaduto proprio nel mio paese.</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Mi aspetto che, a ottobre, alla riunione plenaria del GRECO, la delegazione italiana voglia fornire maggiori informazioni sulle ragioni di questa decisione e sulle probabili ricadute che essa avrà sulla lotta contro la corruzione in Italia. Come lei sa, secondo il nostro programma di attività per il 2008, il GRECO effettuerà la sua prima visita di valutazione sul campo in Italia nel mese di ottobre.</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Distinti saluti</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Drago Kos</font><font size="2"><br style="font-family: Courier New;"></font><font style="font-family: Courier New;" face="Arial" size="2">Presidente del GRECO</font><br></div><font face="Arial" size="3"><br><br><br>Per quanto riguarda, invece, l'immunità ed il Lodo-Alfano<br><br>Milano, 18 luglio 2008, <strong>Daniele Martinelli</strong>, dal blog di <a href="http://antoniodipietro.it">Di Pietro</a>:<br><br></font><div style="margin-left: 40px;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">A palazzo di giustizia di Milano è andata in scena l'ultima udienza del processo Berlusconi-Mills con la deposizione della consulente fiscale del premier, che ha cercato di spiegare che quei milioni di dollari transitati sui conti esteri di tutta Europa non c'entravano nulla con i rapporti fra i due imputati.</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><font style="font-weight: bold;" face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">L'udienza è l'ultima perché martedì il Senato voterà il Lodo-Alfano, che renderà immune Berlusconi da qualunque processo e l'incompatibilità del collegio giudicante presieduto da Nicoletta Gandus.</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">Mercoledì è prevista la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e giovedì la fulminea approvazione senza attendere i 15 giorni canonici.</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">Silvio Berlusconi, da imputato per corruzione in atti giudiziari, diventerà impunito. I</span></font></font><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">l suo coimputato David Mills la farà franca a sua volta dopo l'emendamento che il governo ha inserito nel cosiddetto pacchetto sicurezza all'ultimo minuto, che di fatto creerà maggiore insicurezza poiché renderà impuniti tutti i criminali che si macchiano di reati condannabili fino a 7 anni e mezzo di carcere.</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"><div style="text-align: left;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">Per David Mills basterà patteggiare, ossia ammettere le proprie colpe, per ottenere le attenuanti generiche, oltre che uno sconto di pena di un terzo, che ne caso di 7 anni di condanna per corruzione si ridurrebbe a 5 anni per lo sconto derivato dal pattegtiamento e a 2 anni con gli ulteriori 3 anni sottratti per l'indulto. Alla fine, 2 anni di condanna, essendo meno di 3, farebbero evitare il carcere al prestanome britannico di Silvio Berlusconi e una sentenza senza spiegazione delle motivazioni di colpevolezza, che nel caso di David Mills coinvolgerebbero per forza l'immune Silvio Berlusconi che se da un lato scamperà alla condanna penale, dall'altro non la farebbe franca sul piano morale e di immagine all'estero. Con l'emendamento dell'ultimo minuto si chiuderà un processo senza far luce sui reati commessi.</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"></div><font style="font-weight: bold;" face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">David Mills è stato l'inventore delle società estere riconducibili a Berlusconi e artefice dei giri di danaro transitati su di esse, tra cui All Iberian, utilizzata dal premier per finanziare con 22 miliardi di lire il partito socialista di Bettino Craxi alla vigilia dello scoppio di Tangentopoli.</span></font></font><br style="font-family: Courier New; font-weight: bold;"><br style="font-family: Courier New;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">Una ragnatela di società estere sulle quali, secondo calcoli non azzardati, sono transitati almeno 2 mila miliardi di lire tutti sottratti al controllo del fisco italiano e quindi ai cittadini stessi.</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><font style="font-weight: bold;" face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">Per salvare 2 imputati destinati a sicura condanna, il governo Berlusconi sfascia la giustizia lasciando per la strada migliaia di malavitosi.</span></font></font><br style="font-family: Courier New; font-weight: bold;"><font style="font-weight: bold;" face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">Alla faccia della sicurezza.</span></font></font><br></div><font face="Arial" size="3"><br><br>A queste importanti e clamorose notizie fa da contrappeso l'euforia per la magica risoluzione dell'emergenza rifiuti!<br><br><span style="font-style: italic;">International Herald Tribune</span>, 18/07/2008:<br><br></font><div style="margin-left: 40px;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">Berlusconi dichiara risolta la crisi dei rifiuti a Napoli, ma l'immondizia rimane</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">[...] <span style="font-weight: bold;">Le reti televisive hanno mostrato le immagini di alcune zone del centro di Napoli e dei paesi vicini libere dai rifiuti e le hanno messe a confronto con le riprese dei mucchi di spazzatura effettuate qualche settimana fa negli stessi posti.</span> </span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">[...] Berlusconi ha ammesso che c'erano ancora circa 2000 tonnellate di spazzatura nelle strade.</span></font></font><br style="font-family: Courier New;"><br style="font-family: Courier New;"><font face="Arial" size="3"><font size="2"><span style="font-family: Courier New;">[...]ci vorranno altri 3 anni prima che la situazione sia realmente risolta.</span></font></font><br></div><font face="Arial" size="3"><br>Ma non mi sembra sia questo il messaggio recepito dagli italiani, che sono anzi soddisfatti del lavoro del Cavaliere e del suo Governo. Perché ciò che fa è nell'interesse degli italiani, questa è la falsa verità. <span style="font-weight: bold;">Perché basta cercare su internet qualche blog dedicato a Napoli, e subito l'entusiasmo s'ammoscia!</span><br><br>E tutto con l'appoggio più o meno cosciente di una buona fetta dell'opposizione, tranne i soliti <span style="font-style: italic;">poliziotti</span>. Perché ormai a Di Pietro viene dato del <span style="font-style: italic;">poliziotto</span> a mo' d'insulto...<br><strong><br><br>L'Italia e la Sindrome di Stoccolma: tanto ormai non s'indigna più nessuno!</strong><br><br><br></font><div align="center"><font face="Arial" size="3"><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/119231/stockholm%20syndrome.jpg"></font><br></div>            
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        <published>2008-07-20T15:14:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[L'Italia e la Sindrome di Stoccolma]]></title>
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          <![CDATA[
		  <font face="Arial" size="3">L'aguzzino fa le <em>peggio cose</em> alla vittima.<br>Se
poi anche solo le dà da mangiare perché non muoia di fame, nel cervello
della vittima tutto il male passa in secondo piano, e l'unica cosa che
viene messa in evidenza come <strong>meccanismo di difesa</strong> è il pensiero:<br><br></font><blockquote><font face="Courier New" size="2">evviva il mio benefattore!<br><br></font></blockquote><font face="Arial" size="3">Perché l'aguzzino è la sola persona con cui la vittima si relaziona.<br>Perché è questo il meccanismo perverso che scatta nella mente della vittima.<br><br>In
mezzo a tutte le infamie che stanno accadendo nell'ultimo periodo, tra
cui il lodo alfano e l'immunità, rete4 ecc., ecco che fa capolino la
clamorosa notiza della sconfitta dell'emergenza rifiuti.<br><br>Ma cosa è successo nei giorni scorsi?<br><strong><br></strong></font><br><blockquote><font face="Arial" size="3"><strong>-Soppressione dell'Ufficio del Commissario Anticorruzione in Italia grazie al decreto legge 112 entrato in vigore il 25/06/2008</strong></font><br><br><font face="Arial" size="3"><strong>-"ultima" udienza del processo Berlusconi-Mills, 18/072008</strong></font><br><br><font face="Arial" size="3"><strong>-la spazzatura è magicamente sparita</strong></font><br></blockquote><font face="Arial" size="3"><strong><br></strong></font><a href="http://gosizdat.ilcannocchiale.it/post/1976091.html" class="commenti">leggi tutto</a><br><br><br><div align="center"><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/119231/stockholm%20syndrome.jpg"><br></div><br>
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        <published>2008-07-20T15:13:00Z</published>
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